(Adnkronos) – La parola agli elettori, agli iscritti e ai semplici simpatizzanti. Sara’ il “popolo” a scegliere il nuovo segretario del Pd che Dario Franceschini, se rieletto, guidera’ senza cedere alla politica dei compromessi o dei “piccoli calcoli”. E’ una sorta di ‘discorso programmatico’ quello che il leader del Pd ha pronunciato oggi a Marzabotto, citta’ simbolo della Resistenza e della lotta al nazi-fascismo. “Domani -ha detto Franceschini- questo impegno si conclude e la parola torna” al popolo del Pd. “Le primarie decideranno chi sara’ il nuovo segretario del nostro partito. Sara’, ancora una volta, una straordinaria prova di democrazia. Ma anche la dimostrazione concreta che noi ci siamo, che abbiamo superato la crisi, che siamo piu’ forti dei nostri errori”. Il compito che attende la nuova dirigenza del Pd, progettare l’alternativa al governo della destra per cambiare. “Cambiare l’Italia per farne un Paese migliore. Cambiare la politica. E dunque cambiare noi stessi. Non e’ tempo di compromessi. Di aggiustamenti. Di piccoli calcoli. Di convenienze meschine. Chi ricerca il potere -ha ammonito il segretario del Pd- solo per sopravvivere si’ e’ gia’ condannato a perdere”. “E invece il nostro partito, il nostro sogno, hanno un senso solo se sapremo spendere ogni goccia della nostra fatica per cambiare”. “Siamo un partito nuovo -ha aggiunto Franceschini- anche per questa nostro saper essere liberi. Abbiamo discusso tra noi. Ci siamo divisi. Ci siamo contati nei circoli. E domani ci apriamo ancora: ai nostri elettori. Che sono i nostri azionisti. I soli padroni del nostro destino. I nostri militanti, i nostri iscritti, sono oro, una risorsa preziosa da tramandare alle future generazioni”.”E sono proprio loro -ha continuato Franceschini- io li ho incontrati nei circoli, che in questi giorni si stanno spaccando la schiena per far venire domani piu’ elettori possibili alle primarie. Perche’ sanno bene, piu’ di qualche dirigente impaurito, che gli elettori non sono estranei da noi ma sono una parte di noi, che rende il partito piu’ forte. Per questo siamo vivi e vitali. Lo siamo perche’ nella difficolta’ ci siamo ritrovati uniti e convinti delle nostre ragioni. Nei mesi spesi alla guida del Pd, “ho sentito attorno a me, questa solidarieta’, che ha accompagnato la mia liberta’ di segretario. Ho mantenuto l’impegno che avevo preso nel momento in cui mi e’ stato chiesto di guidare il partito in un momento difficile. Ho fatto le scelte che ritenevo necessarie e giuste, senza fare patti con nessuno. Senza accettare accordi sottobanco o compromessi. Molti in questi mesi, mi e’ capitato molte volte, mi hanno ringraziato per il sacrificio di avere accettato di guidare il partito sette mesi fa, in un momento di grande crisi. Vorrei dirvi che non e’ stato un sacrificio. E’ stata la piu’ bella esperienza della mia vita politica”. “Non mi sono sottratto al compito difficile che mi e’ stato affidato. E ho cercato di usare tutte le mie energie e le mie capacita’. Voglio condividere con tutti quelli che hanno lavorato in questi mesi i risultati positivi del nostro lavoro. E voglio sulle mie spalle, solo sulle mie spalle, ogni responsabilita’ degli errori che abbiamo commesso”.”Quello che ho cercato di fare in questi sette mesi -ha affermato ancora il segretario del Pd- e’ la traccia di quello che cerchero’ di fare andando avanti. Qualunque sara’ il mio ruolo. Nel mio partito. Nel nostro partito. Comunque vada domani. Forse questo e’ il mio ultimo discorso da segretario. Soltanto voi potrete decidere domani che non sia cosi’. Se mi rieleggera’ lotteremo ancora insieme per un futuro diverso”. Ma occorre agire presto e con determinazione, ha osservato Franceschini, citando una frase di don Primo Mazzolari. ”Rischiamo di morire di prudenza -ha affermato il segretario del Pd ripetendo le parole del prete partigiano- in un mondo che non vuole e non puo’ attendere. Adesso e’ un atto di coraggio. Adesso, non domani.” “Noi non moriremo di prudenza. Noi vivremo di coraggio. Il coraggio di cambiare tutto in questa Italia che non piu’ attendere. Nessuno ci fermera’. Neanche il potere piu’ forte. Lo dobbiamo alle nostre madri e ai nostri padri. Alle loro fatiche, al loro sangue, al loro sudore. Lo dobbiamo alle nostre figlie e ai nostri figli. Alle loro speranze in un futuro da vivere liberi. Adesso e’ il nostro tempo -ha concluso- il tempo della nostra sfida”.
FRANCESCHINI, SE RIELETTO GUIDERO’ PARTITO SENZA COMPROMESSI
24 ottobre 2009 di pinocaminiti


